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Mutuo: tasso fisso o variabile?

Non esiste un tasso migliore in assoluto. La scelta dipende dalla sostenibilità della rata, dalla capacità di assorbire eventuali aumenti e dal bisogno di certezza nel bilancio familiare.

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Tasso fisso: prevedibilità

Nel tasso fisso il tasso di interesse resta quello stabilito dal contratto per tutta la durata. La rata è quindi prevedibile, ma non beneficia automaticamente di eventuali successive riduzioni dei tassi di mercato.

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Tasso variabile: esposizione alle oscillazioni

Il tasso variabile segue un parametro di riferimento indicato nel contratto, al quale si aggiunge lo spread. Se il parametro cambia, può cambiare anche la rata: occorre valutare in anticipo quanto aumento sarebbe sostenibile.

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La scelta si fa con scenari concreti

Confronta più ipotesi di durata e simula una rata variabile anche in uno scenario meno favorevole. Nessuno può prevedere con certezza l’andamento futuro dei tassi: la decisione deve restare coerente con il tuo equilibrio economico.

  • Rata iniziale e rata in uno scenario di aumento
  • Costo complessivo nel tempo
  • Margine disponibile nel bilancio familiare
  • Condizioni per rinegoziazione o surroga
In sintesi

Il confronto utile non è solo tra due percentuali: riguarda stabilità del reddito, orizzonte temporale e tolleranza a possibili variazioni della rata.

Fonti per approfondire

Contenuti elaborati a fini informativi sulla base di fonti istituzionali. Consulta sempre la documentazione aggiornata e personalizzata prima di assumere decisioni.

Questa guida ha finalità divulgativa e non costituisce un’offerta, un preventivo o una garanzia di concessione. Condizioni e ammissibilità dipendono dalla valutazione dell’intermediario e dalla documentazione del caso concreto.

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